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Carole Feuerman varca
ancora una volta il confine
scegliendo la “Galleria Moretti” per
rappresentarla nella penisola
italiana in concomitanza con
l’apertura della 74esima edizione di
“Pitti Immagine”. Dopo
il grande
successo ottenuto alla Biennale di
Venezia del 2007, la scaltra artista
americana sceglie di presentarsi non
più solo come una delle massime
esponenti dell’Iperrealismo, autrice
di figure in resina di semplicità
e maestria inverosimili, derivate
dalla realtà immanente, ma decisa si
impone con i bei bronzi nati dalla
fusione di quattro materiali: bronzo
dorato, rame, bronzo nero e bronzo
argentato. Carole si avvale della
fusione a terra che le permette di
ricavare delle sculture “aperte”,
splendide per la bellezza dei
quattro materiali e
per l’eccezionale maestria
d’esecuzione. Il risultato è
un’opera in cui la visione non è
solo frontale, l’incanto della
fattura è chiaro sia all’interno che
all’esterno della creazione e i
bronzi e il rame creano zone d’ombra
e di luce speciali, cangianti e
scintillanti. Carole Feuerman è tra
le poche, forse l’unica artista, che
mischiano differenti elementi e il
suo bronzo stupisce per le sfumature
che lo animano. Degna rivale di
Chuck Close e John De Andrea, Carole
Feuerman viene gelosamente
conservata nelle collezioni di Mr. e
Mrs. Clinton, del Presidente
Gorbachov, del Nobel per la Pace
Henry Kissinger, del Metropolitan
Museum of Art, del The Fort
Lauderdale Museum of Art, del Bass
Museum, del Tampa Museum, della The Absolut Art
Collection, del SAMA a San Antonio
in Texas, del QCC Art Museum of Cuny
e della Forbes Magazine Art
Collection, solo per c itarne alcune. Carole ha
specificamente creato per la mostra
nella galleria dai Fondi oro nuovi
esili busti di donna che si ergono
leggiadri e armoniosi e si integrano
piacevolmente con l’antico che regna
sovrano. Due corpi che si uniscono
in un abbraccio, un busto di donna
con gli occhi chiusi, una schiena,
un torso, giochi di vuoti e di
pieni, dove i bronzi appaiono leggeri
e allegri, sensuali, sereni, puri,
congelati in un istante.
Hanno stavolta
posato per l’artista anche Magda Gomez
e Irene Grandi: sono state
sommerse da una colata di gel e
colla liquida che ha permesso di
creare un calco in gesso e silicone
su cui Carole ha poi lavorato,
riproducendo da una lato sculture
viventi e dall’altro bronzi che
parlano. Un dato interessante per
l’arte contemporanea, non sempre
facile da accostare all’arte Antica.
La Feuerman sfuma i
suoi bronzi col fuoco e conferisce
ai vari pezzi un colore ogni volta
più bello e inaspettato. Munita di
fiamma, maschera e tuta argentata,
con una mise che ricorda gli
astronauti della spedizione sulla
luna, Carole, sempre sorridente e
loquace, dà inizio alle danze e con
un tocco di fuoco, anziché di
pennello, “colora” i bronzi di
rosso, di giallo, di verde, di
madreperla, d’argento e di tonalità
derivate direttamente da Madre
Natura. La fusione del bronzo è un
procedimento “very organic”,
sottolinea l’artista, esaltando il
nuovo credo americano per combattere
la cultura del fast-food.
Se a Venezia
l’attenzione veniva catturata
dall’imponente “Serena” e dalla
grande “Catalina”, entrambe in
resina, solari e d’impatto, perfette
di fattura, monumentali e
estremamente reali, nella galleria
di Fabrizio Moretti bisogna
ricordarsi che la novità è di casa e
non ci si accontenta solo di quello
che si è già visto.
Così si assiste a una
graduale metamorfosi, di una Carole
Feuerman che inizia come
illustratrice, perfino per una
copertina dei Rolling Stones,
passando per disegni di grandi
dimensioni, sculture in resina di
vario formato, per giungere ora ai
più recenti bronzi.


Oggi
è la regina incontrastata del super-realismo.
Nata nel 1945, Carole A. Feuerman era di
un’intera generazione più giovane di Duane
Hanson e John de Andrea, ma è comunque
considerata uno dei pionieri della scultura
figurativa, realista fino ai minimi dettagli.
All’inizio degli anni ‘70, mentre Hanson
esponeva le sue buste del supermercato ed altre
“satire” Pop Art, Feuerman stava realizzando la
copertina per l’album di Alice Cooper e dei
Rolling Stones (Monkey Man). Quando nel 1978
fece ritorno alla scultura, lei portò il
super-realismo in una nuova e personale
direzione.
CATALOGO
::
a cura di Gabriele Caioni
::
fotografie di Alessandro Moggi
Il catalogo
(ISBN:
978-596-0410-5), edito
da Polistampa, è disponibile per la vendita su
www.polistampa.com
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Il
video “making of” di Carol A. Feuerman durante
il soggiorno fiornetino è prodotto dallo studio
fotografico Moggi e Tani.
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