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Carole A. Feuerman

La scultura incontra la realtà

 

Firenze, Galleria Moretti

19 Giugno - 11 Luglio 2008

 

Carole Feuerman varca ancora una volta il confine scegliendo la “Galleria Moretti” per rappresentarla nella penisola italiana in concomitanza con l’apertura della 74esima edizione di “Pitti Immagine”. DopoPHOTO  moggietani.it il grande successo ottenuto alla Biennale di Venezia del 2007, la scaltra artista americana sceglie di presentarsi non più solo come una delle massime esponenti dell’Iperrealismo, autrice di figure in resina di semplicità e maestria inverosimili, derivate dalla realtà immanente, ma decisa si impone con i bei bronzi nati dalla fusione di quattro materiali: bronzo dorato, rame, bronzo nero e bronzo argentato. Carole si avvale della fusione a terra che le permette di ricavare delle sculture “aperte”, splendide per la bellezza dei quattro materiali e per l’eccezionale maestria d’esecuzione. Il risultato è un’opera in cui la visione non è solo frontale, l’incanto della fattura è chiaro sia all’interno che all’esterno della creazione e i bronzi e il rame creano zone d’ombra e di luce speciali, cangianti e scintillanti. Carole Feuerman è tra le poche, forse l’unica artista, che mischiano differenti elementi e il suo bronzo stupisce per le sfumature che lo animano. Degna rivale di Chuck Close e John De Andrea, Carole Feuerman viene gelosamente conservata nelle collezioni di Mr. e Mrs. Clinton, del Presidente Gorbachov, del Nobel per la Pace Henry Kissinger, del Metropolitan Museum of Art, del The Fort Lauderdale Museum of Art, del Bass Museum, del Tampa Museum, della The Absolut Art Collection, del SAMA a San Antonio in Texas, del QCC Art Museum of Cuny e della Forbes Magazine Art Collection, solo per cPHOTO  moggietani.ititarne alcune. Carole ha specificamente creato per la mostra nella galleria dai Fondi oro nuovi esili busti di donna che si ergono leggiadri e armoniosi e si integrano piacevolmente con l’antico che regna sovrano. Due corpi che si uniscono in un abbraccio, un busto di donna con gli occhi chiusi, una schiena, un torso, giochi di vuoti e di pieni, dove i bronzi appaiono leggeri e allegri, sensuali, sereni, puri, congelati in un istante.

Hanno stavolta posato per l’artista anche Magda Gomez e Irene Grandi: sono state sommerse da una colata di gel e colla liquida che ha permesso di creare un calco in gesso e silicone su cui Carole ha poi lavorato, riproducendo da una lato sculture viventi e dall’altro bronzi che parlano. Un dato interessante per l’arte contemporanea, non sempre facile da accostare all’arte Antica.foto MOGGIeTANI.it

La Feuerman sfuma i suoi bronzi col fuoco e conferisce ai vari pezzi un colore ogni volta più bello e inaspettato. Munita di fiamma, maschera e tuta argentata, con una mise che ricorda gli astronauti della spedizione sulla luna, Carole, sempre sorridente e loquace, dà inizio alle danze e con un tocco di fuoco, anziché di pennello, “colora” i bronzi di rosso, di giallo, di verde, di madreperla, d’argento e di tonalità derivate direttamente da Madre Natura. La fusione del bronzo è un procedimento “very organic”, sottolinea l’artista, esaltando il nuovo credo americano per combattere la cultura del fast-food.

Se a Venezia l’attenzione veniva catturata dall’imponente “Serena” e dalla grande “Catalina”, entrambe in resina, solari e d’impatto, perfette di fattura, monumentali e estremamente reali, nella galleria di Fabrizio Moretti bisogna ricordarsi che la novità è di casa e non ci si accontenta solo di quello che si è già visto.

Così si assiste a una graduale metamorfosi, di una Carole Feuerman che inizia come illustratrice, perfino per una copertina dei Rolling Stones, passando per disegni di grandi dimensioni, sculture in resina di vario formato, per giungere ora ai più recenti bronzi.

 

 

foto MOGGIeTANI.it

 

 

foto MOGGIeTANI.it

Oggi è la regina incontrastata del super-realismo. Nata nel 1945, Carole A. Feuerman era di un’intera generazione più giovane di Duane Hanson e John de Andrea, ma è comunque considerata uno dei pionieri della scultura figurativa, realista fino ai minimi dettagli. All’inizio degli anni ‘70, mentre Hanson esponeva le sue buste del supermercato ed altre “satire” Pop Art, Feuerman stava realizzando la copertina per l’album di Alice Cooper e dei Rolling Stones (Monkey Man). Quando nel 1978 fece ritorno alla scultura, lei portò il super-realismo in una nuova e personale direzione.

 


CATALOGO

:: a cura di Gabriele Caioni

:: fotografie di Alessandro Moggi

 

Il catalogo (ISBN: 978-596-0410-5), edito da Polistampa, è disponibile per la vendita su www.polistampa.com .

 

Il video “making of” di Carol A. Feuerman durante il soggiorno fiornetino è prodotto dallo studio fotografico Moggi e Tani.

 


 

foto MOGGIeTANI.it